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Centro Medico Polispecialistico LINEAMEDICA +39 02 39297650info@lineamedica.it

Otorinolaringoiatra

L’otorinolaringoiatra, chiamato più brevemente otorino, è un medico specialista che si occupa delle malattie dell’apparato uditivo, dell’equilibrio, della funzione nasale, delle malattie dei seni paranasali e della bocca. Sono di sua competenza anche la laringe, la fonazione, il canto, le malattie del collo e dell’esofago cervicale.

La visita inizia con un dialogo col paziente per conoscere i suoi problemi e la sua storia clinica. Poi si eseguono le manovre più semplici: l’otoscopia (visione con lenti della membrana timpanica), la rinoscopia e l’orofaringoscopia. Sono manovre finalizzate allo studio del naso e della gola. Dopo si esegue la palpazione del distretto cervico-cefalico e la laringoscopia indiretta. Quest’ultimo è un esame che richiede l’uso di uno specchietto riscaldato e serve per visualizzare la laringe.

Poi, in rapporto ai problemi del paziente, l’esame si estende con prove strumentali. Le più diffuse sono l’esame audiometrico e l’impedenzometria (esami utili per valutare l’udito del paziente) oppure l’esame vestibolare finalizzato a valutare l’equilibrio statico e dinamico. Oggi si completa molto spesso la visita con manovre endoscopiche. Le più frequenti sono la fibroscopia nasale e laringea (chiamate anche fibroendoscopia).

La visita può essere fatta su chiunque: dal neonato all’anziano bloccato in letto. Tutte le manovre indicate sono fattibili senza problemi nei soggetti di età superiore a 10-12 anni. Nei bambini si cercherà di eseguire solo le prove strettamente necessarie, proporzionate all’età e al comportamento. Può accadere che in piccoli pazienti molto agitati non sia possibile, anche se si utilizzano strumenti pediatrici, alcune manovre.

Si ritiene che una valutazione ORL (acronimo di OtoRinoLaringoiatria) sia importante per tutti coloro che praticano qualsiasi sport ad elevati livelli. Una buona percezione sensoriale sia in termini che equilibrio che di percezione sonora è un requisito fondamentale per ottenere il meglio di sé in qualsiasi competizione.

Esami diagnostici

Esame Audiometrico - Audiometria

A cosa serve l’esame audiometrico tonale?

L’obiettivo è avere un’analisi oggettiva, qualitativa e quantitativa dell’udito. Al termine si avrà un tracciato, un audiogramma, che traduce i dati in un grafico in grado di valutare le capacità uditive, determinando quale sia il grado e il tipo di calo dell’udito. Si tratta di una valutazione che deve essere condotta da uno specialista.

Come si svolge?

Durante l’esame si ascoltano in cuffia sia suoni (audiometria tonale) sia voci (audiometria vocale). Attraverso i suoni è possibile valutare l’udito da un punto di vista quantitativo, mentre le voci servono a determinare la capacità di distinguere le singole parole.

E dopo l’esame?

Grazie all’esame audiometrico tonale e vocale, lo specialista ha le informazioni necessarie per identificare una serie di possibili soluzioni.

Esame Impedenzometrico - Impedenzometria

L’esame impedenzometrico è un esame, attraverso cui si ricavano informazioni circa lo stato di salute e la funzionalità dell’orecchio. Questo esame permette di valutare l’elasticità del timpano e della catena di ossicini responsabili della funzione dell’udito; risulta pertanto utile per diagnosticare eventuali disturbi a carico dell’orecchio medio. Può essere anche utilizzato per monitorare l’andamento di una terapia prescritta.

Come si svolge l’esame impedenzometrico?

L’esame viene eseguito inserendo un cono all’interno dell’orecchio dal quale viene emessa una pressione sonora di entità variabile in grado di mettere in movimento il timpano e la catena degli ossicini a esso annessi. In base ai risultati dell’esame lo specialista sarà in grado di rilevare eventuali disturbi a carico della percezione uditiva e di comprendere la natura del problema uditivo.

Esami Oto-Vestibolari

Con il termine di esame otovestibolare, viene indicata una gamma di esami cui viene sottoposto il paziente che presenti problematiche dell’equilibrio come le vertigini. A questo scopo è necessario approfondire eventuali alterazioni e problematiche dell’organo dell’equilibrio (apparato vestibolare) generando artificialmente la sensazione di vertigine.

Come si esegue

Si tratta di un esame strumentale ambulatoriale, assolutamente indolore, che solitamente si compone di diversi test: inizialmente il paziente che presenta sintomi vertiginosi viene sottoposto ad una otoscopia generale, che ha lo scopo di valutare lo stato di salute complessivo dell’orecchio e individuare alterazioni macroscopiche. Successivamente viene invitato ad indossare degli appositi occhiali, chiamati occhiali di Frenzel, a 20 diottrie, che permettono lo studio del nistagmo, ovvero un movimento oculare ritmico involontario e prolungato, che può essere spontaneo o provocato da stimoli specifici, studiato per valutare alterazioni dell’equilibrio. Il nistagmo spontaneo è valutato tramite diverse prove: la prova di Romberg individua le oscillazioni anomale del corpo e la loro direzione, ad occhi chiusi e aperti; la prova della marcia analizza la funzionalità dell’apparato vestibolare facendo marciare il paziente ad occhi aperti e chiusi e verificando la presenza di un’eventuale rotazione; infine, tramite la prova degli indici si individua la possibile alterazione labirintica a seconda della deviazione dalla posizione iniziale degli indici tesi ad occhi chiusi. I sintomi del nistagmo provocato vengono invece valutati tramite una prova che prevede l’introduzione di acqua nel condotto uditivo a diversa temperatura. Il paziente deve mantenere gli occhi chiusi e nei minuti successivi il medico valuta il movimento degli occhi ed un eventuale nistagmo anomalo.

Risultato

Studiando il nistagmo l’otorinolaringoiatra individua l’esistenza di disturbi all’apparato vestibolare, che potranno essere trattati in modo diverso a seconda della loro natura ed entità. Durante le prove possono comparire vertigini, che si risolvono nel giro di qualche minuto. È però importante che il paziente venga accompagnato e che non assuma cibi nelle ore immediatamente precedenti, nel caso si presentasse una sintomatologia più intensa.

Rinofibroscopia Nasale e Laringea

La fibroendoscopia laringea e la fibroendoscopia nasale sono esami clinici finalizzati all’osservazione della laringe e delle cavità interne del naso. Altri sinonimi sono laringofibroscopia e rinofibroscopia o nasofibroscopia o videorinoscopia. Non sempre la rinoscopia e la laringoscopia descritte nella visita otorinolaringoiatrica permettono di inquadrare perfettamente il paziente. In questi soggetti e nei pazienti in cui si vuole raccogliere una documentazione fotografica si utilizzano particolari strumenti a fibre ottiche: fibroscopio flessibile oppure fibroscopio rigido. In questo modo, tramite la fibroscopia nasale si possono osservare le cavità nasali e tramite la fibroscopia laringea il laringe, utilizzando sistemi di ingrandimento ed una videocamera per la registrazione dell’immagine. Nella fibrolaringoscopia, è possibile osservare il movimento delle corde vocali anche nei casi di ipertrofia delle tonsille linguali. L’esame si può eseguire con fibroscopio rigido e flessibile. Il fibrolaringoscopio flessibile viene introdotto attraverso una narice e consente di peter eseguire la laringoscopia a bocca chiusa, cioè in una situazione identica a quando si canta o si parla. Questo esame non si può eseguire nei soggetti con importanti deviazioni del setto nasale o ipertrofie consistenti dei turbinati.

La rinofibroscopia è una tecnica analoga. In questo caso è preferibile l’utilizzo di ottiche rigide. Questi strumenti a fibre ottiche consentono una visione diritta (zero gradi) oppure una visione angolata. L’utilizzo di uno o più strumenti consente una visione di tutto il naso, fino alla sua parte più profonda: il rinofaringe. Ovviamente la visione delle fosse nasali è condizionata dalle deviazioni settali, da ipertrofie turbinali e da malattie espansive come la poliposi nasale.

Col rinofibroscopio è possibile uno studio accurato del palato molle. Si esegue uno studio dinamico della collassabilità del faringe denominato manovra di Muller. Per far questo si chiede al paziente di eseguire una inspirazione forzata a bocca e naso chiusi tale da creare una pressione negativa. Nel 1983 Sher ha proposto la seguente classificazione:

  • Grado 1 Minimo movimento delle pareti della faringe.
  • Grado 2 Movimento delle pareti faringee con diminuzione dell’area di sezione trasversa del faringe pari o superiore al 50%
  • Grado 3 Movimento delle pareti faringee con diminuzione dell’area di sezione trasversa del faringe pari o superiore al 75%
  • Grado 4 Occlusione totale del lume aereo faringeo.

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